Progetto Metrocubo

Salerno Mobilità, insieme alla Fondazione Culturale Alfonso Gatto, promuovono il progetto MetroCubo – Racconti sulla nuova vita degli spazi urbani, che vede il neonato Park Vinciprova (vai al parcheggio) vestire opere di arte urbana. In un tripudio di figure e firme, le identità e le storie di Salerno prendono vita in nuove vedute e stili.

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Il linguaggio dell’arte pubblica e il suo continuo tentativo di trasformare e rigenerare il paesaggio cittadino consentono di armonizzare con la contemporaneità, come con la nostra tradizione.

In quest’ottica, tra sguardo al futuro e ricerca delle radici, sono state realizzate delle opere “icona”, affinché rappresentino la trama sottile di una comunità che ricorda e vive la sua storia, la sua memoria, le sue contraddizioni e i suoi conflitti.

L’intento di Salerno Mobilità e della Fondazione Culturale Alfonso Gatto è di dimostrare come la riqualificazione degli spazi urbani risieda nell’innovativo e più concreto rapporto tra l’arte e gli artisti, nella revisione e arricchimento del concetto di monumentalità e di decoro urbano per gli edifici pubblici, privati, le aree industriali e commerciali.

Il Park Vinciprova è stato tela di tre artisti e di un collettivo rinomati nel panorama regionale e nazionale: Jorit Agoch, ALL ANEMA, Andrea Casciu e Pino Roscigno (GreenPino).


Jorit – Trotula De Ruggiero 

Jorit è un graffiti-artist originario di Napoli, noto alle stampe e alle critiche d’arte internazionali per il suo profondo realismo e la dimostrata padronanza tecnica del mezzo pittorico, in cui sublima forti messaggi di natura sociale. Dal 2005, i primi lavori di Jorit vengono affiancati da una costante militanza politica che lo porta ad entrare in contatto con i movimenti no-global e di rivendicazione dei diritti dell’uomo, tipiche espressioni del graffiti-writing. Dal 2008 comincia ad affermare l’esclusiva raffigurazione del volto umano, che inizia a marchiare con delle strisce rosse sulle guance. Questa particolarità rimanda a rituali magico-curativi africani; alla procedura della “scarnificazione”, rito iniziatico del passaggio dall’infanzia all’età adulta legato al momento simbolico dell’entrata dell’individuo nella tribù. Raffigura persone autoctone, viventi e non, leggendarie, iconiche, sui muri delle città che visita per il mondo, marchiandole e facendole entrare nella “Human Tribe”. La sua originalità viene apprezzata nelle mostre al MACRO di Roma, al Museo MAGMA e al PAN di Napoli, arrivando ad esporre in galleria internazionali a Londra, Berlino, Sidney.

Al centro del Park Vinciprova, Jorit ha realizzato il volto ideale di Trotula De Ruggiero, prima donna medico d’Europa e grande scienziata dell’Antichità.

Il volto fiero e lo sguardo carico di compassione fanno di questa opera un emozionante omaggio a tutte le donne che ogni giorno, con la stessa fierezza e determinazione, affrontano il mondo del lavoro, la famiglia e il sessismo radicato di una società non ancora pronta alla piena accettazione della complementarietà.

La posizione ed il punto di vista centrale, rispetto alle opere che lo contornano, fanno di questo cubo una vera e propria installazione di arte contemporanea.


ALL ANEMA – SalernuM  

ALL ANEMA Crew è un collettivo formato da artisti campani che attraverso la “street art” uniscono comunicazione e pittura figurativa. Si propone di fondere tradizione e contemporaneità con un linguaggio visivo popolare, facendo leva sull’immaginario comune per promuovere temi di natura sociale basandosi su soluzioni grafiche classiche e contemporanee.

SalernuM, opera realizzata dal collettivo ALL ANEMA, raffigura un sole irradiante che invoglia lo sguardo a perdersi lungo le tonalità del rosso, del giallo e del blu: i colori dello stemma cittadino.

Questo lungo murales di 140 metri diviso in 5 scenari propone una sequenza di immagini e di luoghi simbolo dell’identità della città di Salerno. Dagli Archi del Diavolo, l’antico acquedotto medioevale, alla Statua della Libertà, fino al porticato del Duomo di Salerno e il mare. Gli uomini, i volti, i giochi, lo spazio, la natura si fondono in un’unica opera monolitica.


Andrea Casciu – La pesca miracolosa

Andrea Casciu, bolognese acquisito, è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Sassari. Attraverso lo studio delle modificazioni corporee, l’artista approfondisce un’analisi introspettiva mediata dal disegno, studiando il rapporto dell’Uomo con la propria immagine e le sensazioni che derivano dal riconoscimento. Manovrando abilmente nello spazio di azione dell’autoritratto trapela il desiderio di immedesimarsi, di entrare con rispetto nel nucleo più intimo della gente. Allo stesso tempo, ogni persona può percepirsi nei volti che dipinge, in un gioco di dissolvenze che sfida l’anestesia del mondo in cui viviamo. Le variazioni del volto di Casciu, che appaiono nelle strade, ci spingono a considerare i suoi murales come fossero specchi, a confrontarci con il nostro stesso riflesso, ma anche con quello di un ego planetario, condiviso e allargato. Una sovversione della quotidianità affrontata in modo ironico, sulla sottile linea di confine che separa singolo e comunità.

L’opera di Andrea Casciu La pesca miracolosa viene ispirata dall’omonimo racconto poetico di Giuseppe Ungaretti, parte della raccolta “Viaggio nel Mezzogiorno”, sul ritrovamento della testa bronzea di Apollo, oggi custodita nel Museo Provinciale di Salerno, rinvenuta nel Golfo nel 1930. Nel grande murales riecheggiano i toni di questo ritrovamento mitico, nella sua fissità e richiamo alle origini elleniche delle terre cilene, della nostra cultura ancestrale, quando “la rete da pesca si impiglia nel ricciolo o cernecchio”, come scrisse il Poeta, “della testa del Dio, consegnando alla storia della città il giorno del 2 dicembre 1930”.


Pino Roscigno (GreenPino) – I quattro elementi

 Pino Roscigno, in arte GreenPino, classe ’65, intraprende studi di Grafica e Pubblicità, fino all’inserimento nell’ambito della comunicazione aziendale, occupandosi di Marketing e Pubblicità per l’International Communication Italia del gruppo BBDO. A questo periodo risalgono le partecipazioni a numerose mostre a Milano di Collages e Pop-Art, firme indelebili dell’artista. Dagli inizi del 2000, GreenPino torna in terra nativa, a Salerno, dove prosegue l’attività di grafico pubblicitario, affiancando quella di decoratore d’interni, urbani, dedicandosi anche all’ideazione, produzione e commercializzazione di merchandising turistico.

I quattro elementi è un chiaro segno della tradizione terapeutica medievale salernitana, che si basa essenzialmente sull’antica teoria degli elementi, perseguita dai fisiologi naturalisti già dal VI secolo a.C. Con i Pitagorei viene a perfezionarsi il concetto di “armonia”, che regge e governa la composizione della materia. Il risultato è un antagonismo bilanciato, una complementarietà essenziale che lega i quattro elementi ai quattro umori del corpo umano: aria, terra, fuoco, acqua / caldo, freddo, secco, umido / sangue, flegma, bile gialla, bile nera. Le combinazioni scaturenti, ed eventuali squilibri, incidono sul temperamento psicologico dell’individuo: per star bene, per ricongiungersi alla propria natura, bisogna bilanciare, armonizzare gli elementi costituenti. GreenPino sceglie di concretizzare la nostra storia filosofica e scientifica in un’opera che vede anche l’utilizzo di specchi, forse a significare ancor di più la Salerno che vede e vive oggigiorno la sua centralità culturale.